SOPPORTARE

SCRIVE: STEFANO PAPA
FOTO: PIXABAY.COM

Ho sopportato la trasformazione. Questa dote nella vita è la più ardua, perché richiede saggezza e flessibilità, specie se la tua consapevolezza ti apre gli occhi. La vita non è solo contrapposta alla morte ma anche alla staticità della resistenza al cambiamento, che è morte anch’essa. Da questo si ricava che il rinnovamento è la prima sopportazione, dal momento che l’esistenza ci vede sempre attenti al passato prima che al futuro. Attaccati a quello che siamo, sopportando quello che verrà come fosse la tempsta su quello che di buono e persino di cattivo, siamo stati e timorosi quindi di divenire qualcosa che si dimentichi della nostra esistenza nel suo divenire.

soportare2Ho sopportato con questo divenire la trasformazione del mio corpo, ma anche dei rapporti di amicizia, travolti dalla vita e dalle diverse opportunità che offriva a ciascuno.

Le relazioni amorose, le piu instabili dell’universo di ognuno, hanno subìto quella capacità di sopportazione, quel ponte tenuto sospeso dalle due sponde, che le tiene in vita malgrado il cambiamento dell’essere.

In definitiva sopportare è tenere fermo il tempo rispetto alle trasformazioni che porterebbero altrove le azioni e le considerazioni. Anche il pianeta ci sopporta, mantenendo temporaneamente condizioni transitorie, quelle che consentono la vita, e malgrado i nostri tentativi di cambiare le regole del gioco a nostro danno.

Dunque i tempi del pianeta sono “ dilatati”, in realtà la nostra infima e piccola misura ci fa sembrare eterno un pianeta effimero. Forse il segreto per la sopportazione è proprio questa “dilatazione percepita”, questo senso di imperfezione ( quello degli amanti descritti da Einstein), che si perde nella percezione dell’immenso. Se sospendi il tempo, almeno per come tu lo vedi, allora nessuna decisione è azione è incompleta, nessuna“sopporta” un tempo che è stato diverso e migliore, e neppure aspetta un futuro carico di promesse. Forse, allora, il segreto dell’amore è proprio questa sospensione del tempo, in cui niente è stato o sarà migliore, in cui la promessa avvolge l’essere e il divenire perché il tempo dell’amore è immobile .

Mentre sopportare è muovere da o verso qualcosa di incompleto, l’amore  è immobile.

Sopportare è dunque vivere, quella disumana condizione del Cristo, sofferenza, mentre l’amore come la morte, non possiamo fermarlo a lungo, perché non appartiene all’umano se non come breve illusione.

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